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Ponti termici, Muffe in casa – La Termografia viene in soccorso

by Fabio Affortunato
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I ponti termici sono zone dell’abitazione (o d’involucro dell’edificio), in cui si manifesta una discontinuità termica rispetto alle zone circostanti. La presenza di queste zone comporta una dispersione del calore tale da influenzare la classe energetica dell’abitazione – edificio.

I ponti termici si presentano quindi come zone fredde rispetto ad altri parti dell’abitazione stessa. Per essere chiari, queste zone sono concentrate, ad esempio, in corrispondenza all’attacco tra il solaio e il muro, e sono conseguenza di una discontinuità. In questo caso il ponte termico è causato da una discontinuità geometrica tra la patere e il solaio, ma egualmente si può manifestare tra infisso e parete.

Analisi Termografica Ponte Termico Solaio

Ponte Termico Solaio

Nel termogramma in figura i ponti termici sono le zone riportate in blu, che nella scala delle temperature sono indicate come zone fredde.

La conseguenza negativa della presenza dei ponti termici all’interno di una abitazione genera una dispersione termica dall’interno verso l’esterno, che oltre a inficiare la classe energetica dell’immobile, genera  formazione condensa e di muffa.

Infatti, l’umidità naturale presente negli ambienti o quella indotta (ad esempio in una cucina o in un bagno), incontrando una superficie con temperatura più bassa, dovuta appunto al ponte termico, cambia di stato e si trasforma in acqua, originando così la condensa. La condensa porta alla formazione di muffe, rendendo gli ambienti insalubri. Nelle muffe proliferano i batteri che generano un danno innanzitutto per la salute e dal punto di visto igenico, e anche dal punto di vista visivo poiché le muffe si sviluppano con chiazze di colore nero – verde di varia grandezza.

Ponti termici, Muffe in casa – La Termografia viene in soccorso

I ponti termici e di suoi effetti ovvero sia la dispersione termica verso l’esterno che la formazione di condensa e muffa in casa sono facilmente individuabili attraverso la Termografia. Attraverso un’analisi termografica è infatti possibile individuare e mappare tutti i ponti termici all’interno di una abitazione.

L’individuazione e mappatura dei ponti termici, permettere ai tecnici e alle aziende specializzate in isolamento termico di sviluppare sia progetti che messa in opera delle soluzioni più idonee per risolvere il problema dei ponti termici per riportare quindi l’immobile a un opportuno stato energetico.

Segnali d’allarme dovuti ai ponti termici

Sebbene i ponti termici possono essere individuati e mappati solo attraverso la Termografia, ci sono inequivocabili segnali di presenza dei ponti termici che devono essere valutati al fine di una indagine metodologica.

La presenza infatti di:

  • effetto bagnato sui muri,
  • macchie o chiazze scure – verdastre,
  • rigonfiamenti d’intonaco,
  • sgretolamento dell’intonaco,
  • formazione di efflorescenze (sali di salnitro),

sono tutti “sintomi” dovuti ai ponti termici che non vanno sottovalutati e che debbono essere affrontati.

Soluzioni per i ponti termici

Per evitare i ponti termici bisogna isolare in maniera idonea tutte le parti dell’edifico, senza che si siano interruzioni pena la generazione dei ponti termici.

La miglior  soluzione per eliminare completamente i ponti termici è realizzare un cappotto termico interno o esterno, per isolare al meglio l’immobile.

Tuttavia è possibile mitigare gli effetti dei ponti termici, cioè evitando la formazione di condensa superficiale e muffa, gestendo i cicli di raffrescamento, riscaldamento e areazione in modo opportuno.

L’analisi termografica, con una termocamera con opportune caratteristiche tecniche (risoluzione e sensibilità termica), unita a una analisi termoigrometrica è la via da seguire per  affrontare  e risolvere il problema dei ponti termici e delle loro conseguenze.

 

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